L'analisi dei dati come fonte di vantaggio competitivo

Nelle attuali condizioni dei sistemi economici, caratterizzati da fenomeni endemici quali la globalizzazione e l'ipercompetizione (per non parlare degli effetti della crisi finanziaria), le imprese dovrebbero considerare le opportunità connesse con l'utilizzo sistemico (e sistematico) di strumenti cosiddetti di "business intelligence" mirati alla messa in atto di strategie atte a fronteggiare adeguatamente le possibili minacce competitive, traendo altresì il massimo risultato dall'impiego "efficiente ed efficace" delle proprie capacità e risorse.Tali strumenti sono basati essenzialmente sull'impiego e l'analisi dei dati per mezzo di elaborazioni (statistiche e quantititative) e modelli (esplicativi e predittivi) utili al fine di orientare le decisioni e di controllarne i risultati, nell'ambito di processi decisionali di tipo sia "tradizionale" che automatizzato.La caratteristica essenziale della metodologia analitica non risiede tanto nella quantità dei dati e delle informazioni raccolte, quanto nel fare si che nelle imprese si sviluppi e consolidi una vera e propria "cultura dell'informazione". 

 

In un'epoca in cui i vari settori sono caratterizzati dall'offerta di prodotti similari e dall'impiego delle stesse tecnologie, una delle ultime possibilità di differenziarsi che rimangono a un'impresa sta infatti nella capacità di ottimizzare i propri processi di business come base per la "creazione" di valore di mercato.Una ricerca condotta su di un campione di 32 imprese e organizzazioni realizzata a cura di T.H. Davenport e J.G. Harris presso il Working Knowledge Research Center del Babson College ed i cui risultati sono stati recentemente pubblicati, ha chiaramente posto in evidenza come le imprese che conseguono le migliori performance siano quelle che, mediante gli analytics, identificano i Clienti più profittevoli, ottimizzano le proprie supply chains, accelerano i processi di innovazione dei prodotti e dei processi, definiscono le strutture di prezzo, evitando di operare "andando a sensazione" (atteggiamento quest'ultimo invece ancora ravvisabile nella stragrande maggioranza dei piccoli e medi imprenditori italiani). Non resta quindi, per chi intenda scongiurare il rischio di uscire dal mercato, armarsi di buona volontà e, parafrasando un mio caro educatore dei tempi del "Morgando"...olio di gomito e analizzare, analizzare, analizzare! 

 

F.Z.